I Digital Trends più caldi del 2019

  3 Gennaio 2019

Cavalca la cresta dell’onda con l’analisi dei migliori Marketing Trends del 2019 fatta dai nostri esperti. Comincia l’anno nel modo giusto.

Gennaio è cominciato da un po’ ormai, ma il 2019 è ancora lungo e sebbene la vita potrebbe non essere così differente da qualche settimana fa, ogni cosa nel panorama del Digital è in continua evoluzione.

Così abbiamo deciso di fare qualche previsione sui Trend che saranno, molto probabilmente, i più preponderanti nell’anno che ci aspetta.

Naturalmente i trends che spiegherò nel resto di quest’articolo già esistono e sono in uso, ma nel corso di questo 2019, secondo i nostri esperti, saranno le pietre miliari delle strategie di marketing.

Quindi, basta premesse e preamboli, let’s dig into them!

Facebook Instant Experiences

Lo smartphone è ormai il dispositivo più utilizzato per quanto riguarda la navigazione web e Social. Nonostante un piccolo calo nel dicembre 2018, la sua forza è ritornata nel 2019 e crediamo che salirà ancora.

Lo smartphone è ormai il dispositivo più utilizzato per quanto riguarda la navigazione web e Social. Nonostante un piccolo calo nel dicembre 2018, la sua forza è ritornata nel 2019 e crediamo che salirà ancora.

La grossa fetta di utenti dei dispositivi mobili dovrebbe esser vista come un vantaggio per i Digital Marketers, specialmente per colore che vogliono provare una delle ultime funzionalità di Facebook: le Instant Experiences.

In realtà già esistevano prima, sotto il nome di Canvas, ma adesso sono state aggiornate e migliorate (e non poco). Adesso sono uno strumento che può davvero tornare utile agli advertisers.

Fondamentalmente sono delle piccole landing pages native all’interno di Facebook (quindi l’utente non sarà sobbalzato in una landing al di fuori), con una serie di ottime opzioni per la personalizzazione.

Questo può sembrare un passo indietro, ma Facebook ha aggiornato le Instant Experience in modo che si possa utilizzare il tracciamento pixel, l’analytics e il retargeting (proprio com’è per un sito esterno).
In altre parole, puoi costruire la tua Landing Page all’interno di Facebook e ricevere tutti i vantaggi per l’ottimizzazione pubblicitaria.

Ma la cosa davvero buona è che le Instant Experience scavalcano completamente il problema delle basse conversioni sugli smartphone dovute all’abbandono delle pagine da parte gli utenti per via della lentezza del caricamento della pagina…

… e con i templates personalizzabili per gli schermi verticali, una buona varietà di formati (foto, video, copy, slideshow) e la possibilità di creare lead forms e vendere su Facebook in modo nativo (tramite il Facebook Store)… Ci aspettiamo che diventino dei colossi nella pubblicità su Facebook del 2019.

Addio al contenuto scadente

Il mondo del content marketing è diventato pazzo.

Una crescita esponenziale nel numero di compagnie che utilizzano contenuto di scarso valore (senza ricerche, senza abilità e fatto con il minimo sforzo), ha creato questo cosiddetto “Inquinamento dei contenuti”.

Contenuti che si comportano da Clickbait, che sono brevi e che non forniscono nessun valore cadranno ancora in più in basso nella scala gerarchica nel 2019.

Questo è anche dovuto alla dichiarazione di Google che ha mostrato il proprio desiderio di separarsi da questo genere di contenuti con il loro E-A-T Update alla fine del 2018.

Nel mondo del digital c’è così tanta competizione che (la maggior parte delle volte) la tua unica opportunità di catturare l’attenzione del cliente/lettore è con il tuo contenuto.

Le tue campagne di content marketing devono essere mirate a creare visitatori che ritornano e lettori che si muovono all’interno di un content funnel. Ciò che è fine a se stesso funziona come l’inquinamento e in realtà sporca, macchia il tuo brand.

Quando c’è più competizione, è più difficile vincere. Lasciarsi il contenuto scadente alle spalle nel 2019 e abbracciare una strategia diversa con del contenuto di valore, articoli ben scritti e ricercati significa fare un passo avanti.

Dimostra abilità, crea autorità e scrivi qualcosa di valore in modo che i visitatori possano fidarsi prima di essere allontanati per sempre dall’inquinamento.

Social Media Stories

Snapchat lanciò le proprie ‘Stories’ nel 2013, ma è stato solo nel 2016 (quando Instagram le ha copiate) che hanno preso piede nel mondo dei Social Media.

Insieme a Snapchat e Instagram, anche Facebook, Messenger, WhatsApp, Skype (Highlights) e YouTube (Reels) hanno tutti la propria versione delle ‘Stories’… e stanno decollando.

Instagram, che è il leader nel mercato degli utenti attivi delle ‘Stories’, ha riportato nel 2018 che oltre 400 milioni di persone erano utenti giornalmente attivi e questo è un numero destinato a crescere nel 2019.

Le Stories non appaiono sul feed, ma appaiono solo ai followers… questo può sembrare un aspetto negativo, ma in realtà fornisce un’incredibile opportunità per i Business di coinvolgere e catturare l’attenzione del proprio pubblico.

È stato riportato che fino al 20% delle stories postate dai brands risultano in un’interazione con un utente.

Benché le stories non aumentino il reach, esse ti permettono di essere un ‘promemoria’, passatemi il termine, sempre presente del tuo brand e/o della tua offerta, ma anche a rendere il tuo business più “umano”.

Create una schiera di followers leali e fidelizzati tramite le stories, porta un’esplosione di marketing ‘passaparola’ e crea dei clienti veri, che lasciano recensioni, che consigliano ad altri il tuo brand, aumentando così sia il reach che il customer value.

Se non stai ancora usando le stories come parte della tua social media strategy, dovresti.

Micro-Influencers (Reali)

Il 2018 ha visto un gigantesco aumento nel numero di persone che dicono di essere ‘influencers’ e ciò ha completamente cambiato il gioco degli ‘influencers’ e come i brands (dovrebbero) approcciarli.

Essere un social media influencer non è più così semplice come avere tanti followers. Infatti, i brands dovrebbero avvicinarsi a chiunque abbia tanti followers con estrema cautela.
Questo perché come influencer si può guadagnare molto. I brands vogliono disperatamente raccomandazioni e menzioni sui social media; e questo ha fatto si che il costo di un post di un influencer esplodesse.

E quando c’è un’impennata nella domanda, le persone trovano delle scorciatoie per arrivare in cima. Questo ha creato un bisogno di una ‘via facile’ per chiunque per aumentare di 10 volte il proprio seguito in pochissimo tempo. I social media bot hanno gli hanno permesso di farlo, offrendo ai profili la possibilità di comprare followers.

La maggior parte di followers comprati non sono nemmeno reali e se lo sono, sono stati comprati! Ciò significa che il seguito di questo profilo non ha alcun interesse nel contenuto dell’acquirente. 

Se il seguito non ha interesse nel contenuto di chi lo crea, non vale niente. Per esempio, un following comprato di 100k che non vede, mette mi piace o salva il contenuto è valido meno di un seguito di 1k di persone vere, che segue attivamente e partecipa ad ogni post!

Questo è perché è così importante misurare l’engagement di OGNI POST sul profilo dell’influencer per i brand che sperano di trarre vantaggio dall’influencer marketing. Anche i like sui social possono essere comprati, quindi è importante guardare tutti i post recenti e assicurarsi che essi abbiano un livello decente di engagement.

Un buon indicatore della qualità di un profilo è quando la percentuale dei like su un post è circa il 5-10% del numero totale dei followers. Per esempio un profilo con 1k di followers dovrebbe avere intorno ai 50-100+ mi piace e commenti/condivisioni su ogni post recente.

Questo inganno degli influencer ha portate anche alla crescita dei ‘micro-influencer’. Questi sono account con pochi followers, ma molto leali e fidelizzati. Essi operano principalmente in una nicchia specifica e sono molto apprezzati per la loro connessione con il proprio pubblico.

Quando un micro-influencer raccomanda qualcosa al proprio pubblico, ha un grande impatto e spinge all’acquisto da parte dell’utente (o per lo meno a considerarlo). Questo perché è molto simile al passaparola di un amico.

E la miglior cosa è che i micro-influencer sono a basso prezzo e molto spesso postano in cambio di un prodotto gratuito.

Benché essi possano essere un po’ più difficili da trovare, i micro-influencers avranno un impatto molto forte sul successo nel marketing di un brand di piccole-medie dimensioni nel 2019.

Il Marketing Conversazionale

Come conseguenza della violazione dei dati e dei problemi di sicurezza del 2018, i possibili clienti sono più cauti che mai nello spendere soldi con dei brands dei quali si conosce molto poco.  Anche i brand con le campagne di brand awareness migliori possono lasciare i possibili clienti con dei sospetti per quanto riguarda la consegna del proprio contatto o dei dettagli di pagamento. Questo ha reso la fiducia più importante che mai.

Ci sono diversi ottimi modi per rompere queste barriere, ma la nostra preferita è il Marketing Conversazionale

Il marketing conversazionale è un approccio 1-on-1 tramite il quale i brands parlano direttamente ai propri clienti tramite uno dei diversi canali disponibili.

Durante il corso del 2018, il Messenger marketing (più nello specifico i Chatbots) sono diventati una parte integrante di molte dei digital marketing brands di più successo. Anche Facebook ha lanciato una nuova funziona alle proprie Ads, permettendo così ai business di creare una CTA (Call-to-Action) che porta gli utenti direttamente su Whatsapp.

Sebbene WhatsApp al momento non faccia nessuna ti marketing o pubblicità che porti gli utenti sull’applicazione, dovrebbe essere usata per migliorare la customer experience (per esempio, aggiornamenti, promemoria). Ci aspettiamo che questo cambierà quest’anno o tutt’al più il prossimo.

Il marketing conversazionale sta crescendo e sta diventando sempre più importante per i clienti. I potenziali acquirenti vogliono vedere le persone dietro al business. Per esempio, quanti siti hai visto con un piccolo chatbox sulla loro home? E quanti di questi hanno foto e nomi di persone vere?

Potrebbe anche stupirti sentire che queste ‘persone vere’ spesso sono spesso prevenute da una serie di opzioni (da un bot), che di solito risolvono ogni domanda del possibile cliente. E, anche quando non lo sono, queste chats possono essere lasciate aperte con il risponditore che risponde alle domande in blocco ad una certa ora.

Google ci ha portato in un’era dove possiamo scoprire quasi ogni cosa cliccando un paio di bottoni e i clienti si aspettano questo anche dalle aziende. Dovresti usare i canali digitali come Messenger, WhatsApp e le live chat per imparare i problemi maggiori dei tuoi clienti, creare un’esperienza più umana con la tua azienda e costruire fiducia.

Live Video

Come tutti sappiamo, i video stanno prendendo il sopravvento sullo spazio del marketing, ma sono i LIVE VIDEOS che prenderanno davvero una posizione di rilievo nel 2019.

I video sono al momento usati in tutte le forme di marketing, vlog, content, video marketing (pubblicità digitale) e anche come spiegazione di prodotti per migliorare la customer experience.

Ma per quanto i video siano un buono strumento, gli manca qualcosa che sta diventando sempre più importante nel marketing. Immediatezza, Engagement e Conversazioni.

Certamente, i video creano un’ottima interazione (commenti e social media engagement), ma essendo pre-registrati, è difficile per un potenziale cliente porre una domanda veloce, reagire ad una CTA o a delle istruzioni.

I live videos cambiano tutto questo.

Se hai mai visto un live video di uno dei grandi brands sui social media, saprai che i commenti e le reazioni appaiono nello stesso momento in cui vengono inviati da un utente. Questo rende i video in live ancora più di valore, perché molte delle persone che guardano il video in differita avranno gli stessi problemi (o le stesse risposte)

Ovviamente ci saranno degli errori quando si producono dei video live, ma i lati positivi surclassano completamente quest’unico negativo. Facebook, Twitter, YouTube e LiveStream sono soolo pochi dei networks che forniscono questo fantastica opportunità alle aziende.

Se sei parte di un’azienda che produce video, prova un video LIVE. Promuovi il video al tuo pubblico prima di andare in diretta e lascialo sul profilo quando hai finito di registrare. Se c’è qualche frammento di video che pensi sia davvero buono, taglialo e usalo in un secondo momento per promuovere il tuo brand in altri canali.

I video live danno così tante opportunità ai marketers, non perdere l’onda.

Conclusioni

I trend che abbiamo messo in evidenza in questo articolo solo naturalmente solo previsioni, ma sono basate su una solida conoscenza delle direzioni del digital (è il nostro lavoro!).

Ci saranno sicuramente delle idee che non vanno bene con il tuo brand, per cui usa quelle che pensi siano più vicini ai bisogni dell’azienda e provale.

Che ne pensi di questi Trends per il 2019? Sei d’accordo con le nostre previsioni?

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